Villa Lante

Nel 1498 il cardinale Riario decise di accorpare tutti i terreni esterni alle mura del castello e del borgo al fine di crearne un “Barco” atto alla caccia, recintato da un muro e completato da un casino. Tra il 1532 e il 1549, il cardinale Ridolfi (nipote di Leone X Medici), fece costruire un palazzo vescovile, con due logge, una rivolta verso l’abitato, l’altra verso il Barco.

Nel 1568 il cardinale Francesco Gambara prese possesso di Bagnaia con l’idea di trasformare il nudo parco del Riario in un’artistica villa con giardini, boschetti e giochi d’acqua. Affidò quindi i lavori di terrazzamento, necessari alla creazione di un giardino, a Tommaso Ghinucci (su progetto di Jacopo Barozzi da Vignola) iniziando parallelamente i lavori di costruzione di una delle due palazzine (la Gambara) affrescata poi da Raffaellino da Reggio e Antonio Tempesta (entro il 1578).

Intorno al 1590 prese possesso della villa il nuovo cardinale Alessandro Damasceni Peretti (nipote di Sisto V) responsabile del completamento della seconda palazzina, decorata questa volta da Agostino Tassi, Marzio Ganassini e dal Cavalier d’Arpino.

Il prelato fece sostituire infine la primitiva fontana piramidale (nel parterre) con l’attuale fontana detta “dei quattro Mori” sormontata dai simboli araldici Peretti.